ambiente · società

Il primo passo è la consapevolezza

In Svezia ho notato che nelle istituzioni funziona così: “non facciamo propaganda, facciamo capire alle persone perché è così, diamo almeno gli strumenti per farlo”.

Ho notato sotto vari aspetti questa visione che riporta la mente alla maieutica socratica.

Essere consapevoli di qualcosa è il primo passo del cambiamento. Dire “non fare qualcosa perchè è così” può effettivamente avere degli effetti sul comportamento dei cosidetti followers ma il vero leader è consapevole che tale pratica non avrà effetti a lungo termine, tantomeno nell’era del word wide web dove ad ognuno è data la possibilità di trovare qualcuno che la pensi come lui, rafforzando le sue convinzioni (anche se sbagliate). Tale principio si applica in tutti i campi della società civile, dall’economia alla scienza.

L'”inquinare è male” o “reciclate” funziona tramite imposizione di legge: si constringe tramite di quest’ultima lasciando alla persona il compito di trovare un perché ed adeguare le proprie convinzioni.

Molte volte ho sentito persone esprimersi così: “ma cosa vuoi che sia una bottiglia in mare”, “capirai”, “io sprecherò 1 foglio l’anno”.

La gente non sa. Quindi perché non dare loro gli strumenti? Sapere è potere, no?

La mia università che ha ben in mente questo principio fa uso di una Environmental Dashboard.

Ogni volta che guardi il tuo bilancio delle copie stampate avrai la possibilità di vedere quanto hai “speso” delle risorse del pianeta.

Basta fare buon uso dei dati collezionati dalla stampante.

environment

Si può venire a conoscenza sia del proprio di consumo, ma anche quello dell’università in un’ottica dove il senso di appartenenza conta.

envirom 2

 

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2 thoughts on “Il primo passo è la consapevolezza

  1. Molto interessante.
    Certo, una società dove non ci fosse bisogno di “Propaganda” (col significato che intendiamo noi italiani) e che si basasse completamente sul ragionamento logico deduttivo alimentato da consapevolezza, sarebbe fantastica.
    Gli operatori del commercio e i professionisti della Politica sanno però che la maggior parte delle nostre scelte sono effettuate in base a “emozioni” e non in base a “ragionamenti” razionali.
    Ecco perché si fa largo uso di propaganda, anche di bassa qualità, anche ad alto contenuto di informazioni menzognere. Sanno che il “volume totale” di cose dette (= cose dette x numero di volte che sono state dette) è più importante della Verità delle stesse o della loro qualità.

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