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A spasso per Oslo

Per Pasqua abbiamo deciso di visitare una delle capitali della Scandinavia, Oslo.

2 giorni, partenza alle 2.30 del mattino dalla stazione degli autobus di Karlstad arrivo alle 6.10 alla Gallerian, la stazione del bus di Oslo, attaccata a quella dei treni.

Ritorno alle 22 del giorno dopo con arrivo a l’1 circa.

Una maratona in tutti i sensi… per cercare di visitare quanto più la città.

Come previsto, la Capitale norvegese fino alle 10 è rimasta silente, pochissime persone in giro e negozi chiusi con tanta incredulità da parte dei miei genitori.

Insomma, anche l’ufficio turistico e il Mc Donalds aprivano alle 10. E sappiamo tutti che prima del Mc non apre mai niente. Colazione da 7-eleven seduti sulle panchine della stazione e via così con mio padre già imbufalito prima di partire perché a lui l’espresso in piedi al bancone se non glielo dai diventa pazzo.

Abbiamo usato il tempo che avevamo per visitare un po’ il centro di Oslo, la via principale, Karl Johans Gate, e fare due foto.

La città ci stupisce fin da subito perché pare immensa (e ha “solo” 650 mila abitanti): in prossimità della stazione si vedono palazzoni super moderni, tutti di vetro ed ovviamente imponenti: non è un caso che il progetto sia stato denominato Barcode (in italiano “codice a barre”).

Aspettando l’apertura dell’ufficio turistico andiamo a vedere la Operahuset, il Teatro dell’Opera, proprio a due passi dalla stazione.

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E’ possibile salirci sopra: è un costruzione quasi… bizzarra ma molto bella ed è in armonia con il fiordo.

Costruita tra 2007/8, di marmo bianco (Carrara ci sei anche tu!) e granito, è possibile percorrerla a piedi fino in cima perché il tetto è in salita e “pedonale”; quasi nessuno a quell’ora, tranne qualche sportivo.

Andate a vederla, merita la vista sui fiordi soprattutto quando non c’è assolutamente nessuno ed è una bellissima giornata.

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Unico problema? Come detto prima la città sta crescendo rapidamente, tantissimi palazzoni e moltissime gru. Una parte dello skyline dalla National Opera è una distesa di gru gigantesche (ne ho contate 12 e chissà quante non ho viste). Vi ho risparmiato le foto.

Ritorniamo all’ufficio turistico: compriamo l’Oslo Pass.

Costo: 24 ore circa 43 euro; 47 ore 65 euro; 72 ore 81 euro.

Si, costa tanto ma vi assicuro che ne vale la pena. Se avete figli studenti è previsto lo sconto.

Nell’Oslo Pass sono inclusi trasporti e praticamente tutte le attrazioni della città.

Pagato quello non dovrete pensare più a nulla (o quasi).

Andiamo all’hotel vicino alla stazione e posiamo gli zaini e siamo liberi di viaggiare.

Sulla via principale – sempre a pochi minuti dalla stazione – si affacciano molte costruzioni importanti: il Palazzo Reale, il Parlamento, l’Università, il Teatro Nazionale, il Museo Nazionale, la Cattedrale e tante altre.

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Karl Johans Gate
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Oslo domkirke, la Cattedrale
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Det krongelige slott, il Palazzo Reale

Facciamo qualche foto e decidiamo di spostarci dal centro per andare a vedere il trampolino per salto con gli sci più antico del mondo, l’Holmenkollbakken.

E’ poco fuori dalla città e con la metro si ci arriva comodamente. Da lì la vista di Oslo è stupenda.

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La vista salendo sul trampolino

Si, c’era la neve essendo a quasi 500 metri slm.

Inoltre se vi va potete fare un salto dal trampolino, se proprio siete dei temerari.

Ho visto andare giù una madre con un bambino di 4/5 anni: io sconvolta.

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Per turisti avventurosi

Nel pomeriggio visitiamo il National Museum che ospita alcune delle opere dell’artista norvegese Munch, tra cui il celeberrimo Urlo.

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“Skrik” / Edvard Munch (1893)

Noi non avevamo abbastanza tempo ma se vi piace Munch sapete sicuramente che ci sono quattro diverse versioni del dipinto: oltre che quella alla Galleria, a Oslo ce n’è un’altra, la più famosa, custodita al Munchmuseet insieme ad una collezione molto ampia delle opere del pittore norvegese.

Successivamente abbiamo fatto un salto a Tjuvholmen, quartiere sul fiordodi Oslo, molto chic, caro e alla moda. Trovano sede numerosi musei di arte moderna, tra cui quello progettato dal nostro Renzo Piano. La zona nonostante sia rinomata mi ha lasciata… insoddisfatta. Palazzine moderne, senza piani architettonici alle spalle, quasi buttate a caso, senza un’idea di fondo che portasse armonia al tutto. L’ho trovato un quartiere sinceramente brutto. Da vedere ma non spendeteci troppo tempo, questo il mio consiglio.

  • Giorno 2

Il giorno dopo si parte presto: autobus verso est, direzione quartiere Bygdøy, verso una delle attrazione che più mi interessavano: Vikingskipshusetil Museo delle Navi Vichinghe.

Siamo stati i primi ad entrare, non molta gente. Il museo appare quasi spoglio ma contiene tre gioielli: tre navi vichinghe tra le meglio conservate al mondo ed una affascinante collezione di cimeli norreni. Me ne sono innamorata e vi abbiamo passato molto più tempo di quanto avremmo dovuto.

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Nella stessa area si trovano il Museo Kon Tiki, il Museo Fram e quello del Folkore Norvegese.

Meritano tantissimo tutti e tre. Non erano previsti i primi due nella nostra agenda ma motivati dalla bellezza degli altri ci siamo entrati e ne è valsa davvero la pena.

Il Kon-Tiki Museet racconta le avventure dell’esploratore norvegese Thor Heyerdahl che fece il giro del Pacifico dal Sud America alla Polinesia su una imbarcazione costruita appositamente, il Kon-Tiki.

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Il Frammuseet mostra la nave usata per esplorare i Poli, sempre ad opera di norvegesi. Si, i norvegesi hanno mantenuto lo spirito da esploratori dai vichinghi! Il museo offre la possibilità di salire sopra il reperto ed esplorarne gli interni.

Il Norsk Folkemuseum è un must: un museo all’aperto che mostra più di 150 abitazioni tradizionali norvegesi di diverse epoche. Immerso nel verde sembra di fare un viaggio nel passato.

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Una delle abitazioni

Per tornare al centro abbiamo preso il traghetto (incluso anche quello nell’Oslo Pass) che dal porticciolo accanto ai musei ti porta direttamente in centro, fermata Rådhusbrygge. Peccato ancora una volta per il brutto tempo.

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Vista sul Museo di Arte Moderna di Renzo Piano, dove non siamo andati (LOL)

Ci attende la visita al Municipio, Oslo rådhus, una costruzione cubica di una imponenza sorprendente, visitabile gratuitamente.

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Interni spettacolari, con opere che coprono interamente le pareti e che sono sorprendentemente moderne. Non sorprende che il Municipio sia stato scelto come sede della cerimonia per la consegna del premio Nobel per la Pace.

Si, il Nobel per la Pace è di “competenza norvegese”. Per la storia del Nobel ho già creato un articolo. Se vi interessa dateci una sbirciata.

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Prossima meta: castello di Akerhus, in norvegese Akershus festning. Abbiamo visitato solo le mura in quanto ormai i relativi musei erano chiusi. Niente foto, sorry.

Anche se ormai appesantiti dalla stanchezza abbiamo fatto un salto al Parco di Vigeland, in norvegese Vigelandsanlegget, famoso per le sue spettacolari sculture. Il monolite centrale domina il panorama.

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Siamo ritornati in centro e ci siamo fermati, godendoci le ultime ore a Oslo.

In due giorni, se animati da buon spirito, si può visitare molto. Abbiamo fatto molto più di quanto ci aspettassimo anche perché, come già vi ho detto, molte delle importanti attrazioni sono in centro o “raggruppate” come nel caso dei musei nel quartiere della penisola Bygdøy.

E’ stato breve ma intenso, come si dice certe volte in altri contesti.

Assolutamente da visitare: una città piena di attrazioni meravigliose. Anche se devo ammettere che universalmente come città Oslo me la aspettavo molto più caratteristica e questo mi ha lasciato una punta di delusione. Si, mi è piaciuta ma in parte mi ha anche delusa. Soprattutto per certi quartieri, e confrontandomi con altri non sembro l’unica a pensarla così.

Voi ci siete stati? Che ne pensate? Avete qualche attrazione che non abbiamo visto e che meriterebbe?

Ps. scusate per la qualità delle foto, soprattutto le ultime, che ho fatto con il cellulare dato che la macchina fotografica era morta e non avevo tempo di ricaricarla.

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3 thoughts on “A spasso per Oslo

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