immigrazione

La Svezia non è il Paradiso

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Recentemente su Facebook vedo sempre più post di persone che disinteressatamente parlano della Sacandinavia come il Paradiso dove emigrare. Un signora separata alcuni giorni fa aveva chiesto in un gruppo dove con suo figlio avrebbe potuto emigrare e una buona fetta ha risposto Scandinavia, senza ovviamente ben sapere di cosa parlasse, un po’ per credenza popolare, un po’ per sentito dire.

Bene, non posso parlare della Scandinavia, ma della Svezia sì, ed è un paese meraviglioso, pieno di Natura (si, con la N maiuscola), di cordialità e tante belle tradizioni. Uno di quei paesi “a modino”, come si direbbe da noi, ma no, non è il Paradiso.

Gente, il Paradiso non esiste, non di questi tempi per lo meno.

Emigrare in Svezia sì, ma con coscienza e realismo. La Svezia non è uno di quei paesi in cui la gente può andare all’avventura.

La Svezia è diversa, e non è semplice, come in qualunque paese al mondo, integrarsi e stabilirsi. Venire qua e sperare di trovare lavoro con uno schiocco di dita è abbastanza… impossibile. Vi sciorino la maggior parte delle difficoltà che incontrerete.

Difficoltà 1: lo svedese.

La maggior parte dei posti lavoro disponibili (e non sono infiniti) richiedono lo svedese. Non sapete una parola di svedese? Pensateci su, fate corsi in Italia prima, ma non arrivate qua in cerca di lavoro senza almeno un pochino di svedese. Ve lo suggerisco caldamente. Le vostre possibilità di successo potrebbero alzarsi.

Difficoltà 2: burocrazia.

Lo Skatteverket (Ufficio delle Entrate) vi può dare un permesso per stare nel paese sei mesi  se vi dichiarate in cerca di lavoro all’ufficio di collocamento.

Difficoltà 3: ricerca dell’alloggio e costo della vita.

Il costo della vita è medio-caro. Soprattutto se, come la maggior parte delle persone, decidete di buttarvi su Stoccolma, Mälmo o Göteborg per avere ovviamente più chance (e come vi posso dare torto?).

Nel frattempo dovreste trovarvi un alloggio, e vi dico che non è semplice. La maggior parte degli affitti sono controllati dal comune, e alcune volte le procedure per l’assegnazione richiedono anni. Dei miei amici fidanzati per ottenere una casa in affitto insieme hanno dovuto aspettare tre anni. Nella mia città, Karlstad, il sistema è a punti. Ogni tre mesi bisogna accedere al sito dell’agenzia che gestisce gli affitti comunali, e a quel punto i punti restano e aumentano automaticamente con il tempo. Ti dimentichi di farlo ma ti mancano pochissimi punti per richiedere un nuovo alloggio?  Non importa, punti persi. E si ricomincia da capo, da zero.

Essendo una studentessa universitaria per me la procedura è stata diversa ma comunque competitiva. Piazzano gli affitti sul sito (senza avviso) il primo che preme “prenota” vince, gli altri ciao ciao. E solitamente dopo 5/6 minuti gli annunci sono già spariti tutti. Quindi vi lascio immaginare lo stress di stare ore davanti al computer a caricare la pagina, cercando qualcosa in un sito completamente in svedese (di cui allora non sapevo una parola). Due volte ho visto un annuncio che sarà stato piazzato da un minuto massimo, ho cliccato sopra e…. puff. Era andato. Vi lascio immaginare la mia contentezza.

Ovviamente ci sono altri modi: andare direttamente dal proprietario del locale. Ci sono alcuni siti interessanti di affitto a seconda della zona che vi interessa. Il contratto sarebbe regolare ma state attenti alla fregature. Non siamo in Italia, ma informatevi bene. Tutti parlano inglese, quindi per voi non sarà un problema la lingua, non nella comunicazione con gli svedesi. Questa è una delle cose di cui non dovrete assolutamente preoccuparvi.

Però dato il costo della vita elevato in posti come Stoccolma o Mälmo gli affitti vanno parecchio su, soprattutto se non volete condividere con qualcuno.

Difficoltà 4: tempo.

Le tempistiche per trovare un lavoro non sono corte, e avete 6 mesi o poco più per fare tutto. Non sono assolutamente pochi, ma dovrete organizzarvi già da prima e bene.

Per lo svedese ogni comune svedese mette a disposizione dei corsi gratuiti super intensivi, dove praticamente si studia tutto il giorno svedese, ma sfortunatamente sono disponibili sono una volta che avete il samordingsnummer, il “codice fiscale” temporaneo che vi garantisce almeno i 6 mesi. E cosa ancora più importante: non è detto che il nuovo corso inizi il giorno dopo (non vi mettono in un corso già avviato). Il problema del sammordingsnummer invece è che dal momento che arrivate a quando vi arriva a casa generalmente si parla di un mese, ed in quel mese non potrete accedere ai corsi di svedese. E ovviamente avrete delle uscite a perdere all’inizio, e nessun ritorno in un paese che io personalmente ho trovato sopra la media italiana (in un bar della mia cittadina, il Bishop´s Arms, che si trova un po´ in tutta la Svezia, un cappuccino 4 euro, una Coca cola 3, 5).

E’ sicuramente fattibile con un po’ di buona volontà e fortuna, ma voglio far capire alle persone che trasferirsi in un paese che funziona come quello svedese è bello, ma non è detto per questo che sia semplice.

Non voglio fare terrorismo psicologico, mettere il panico a nessuno, ma sappiate che le difficoltà ci sono. Sognare sì, ma con i piedi per terra, preparandosi bene. La Svezia e’ un paese generalmente chiuso ma estremamente cordiale, aperto agli immigrati. Ha tanto da offrire e se ci credete, se davvero lo volete, saprà darvi tante soddisfazioni. Lo svedese è una lingua meravigliosa, molto melodiosa e con una grammatica molto più semplice dell’italiano. A volerlo in un anno si impara tranquillamente a conversare fluentemente. All’inizio se non vi buttate sulla bella vita, e andate nei giusti supermercati (soprattutto Willys o LIDL) i prezzi sono paragonabili all’Italia del Nord (forse anche più bassi). A mettersi da parte un po’ di soldini prima si ce la fa alla grande. All’ufficio di collocamento sanno essere molto gentili e se avete degli amici o parenti già piazzati sul territorio (la miglior possibilità) le cose potrebbero farsi molto più semplici. A Stoccolma o grosse città il lavoro in inglese c’è, e se avete un buon curriculum lo apprezzeranno di certo e non vi ignoreranno. La qualità della vita è alta, gli stipendi adeguati al costo della vita ed una volta che ci sarete stabiliti lo vedrete, e potrete godere di questo meraviglioso paese, con le sue buffe e particolari tradizioni tutte da scoprire, senza aver paura di ordinare una Coca cola al bar.

Lycka till! Buona fortuna!

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3 thoughts on “La Svezia non è il Paradiso

  1. la Svezia non è il paradiso però un po’ gli assomiglia 🙂
    ne parlo da turista fai da te e non da emigrato per lavoro, per cui riconosco che la prospettiva cambia parecchio. Le mie esperienze di viaggio (una volta in macchina in lungo e in largo, un’altra in bici, solo la costa meridionale) sono state positive, una natura spettacolare e gente più calorosa del previsto.
    certo un conto è attraversarla spensieratamente d’estate, un altro deve essere viverci e lavorarci nei lunghi inverni.
    buona permanenza 🙂
    ml

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