curiosità · società

La particolare concezione di privacy in Svezia

In Italia siamo abituati ad un certo livello di privacy, come è giusto che sia, quindi nessuno dal tuo nome può risalire ad altri dati, a meno che lasci che Fb lo faccia per te.

Ieri per caso ho messo il nome di un professore su Google per trovarne la mail e mi sono ritrovata vari risultati riguardanti “hitta.se” o “eniro.se”. Entro e trovo informazioni abbastanza dettagliate però sembra un profilo generato automaticamente, tipo Pagine Gialle.

Con la pulce nell’orecchio decido di cercare il mio nome e mi trovo su hitta.se.

Questa la schermata dopo aver cercato “Francesca Tognetti” sul portale.

Data di nascita, indirizzo, interno, piano, le persone con cui convivo, i miei vicini (e i dati, come i miei, di tutti i miei vicini), mappa con indicazioni su come arrivare a me, numero di telefono e persino l’onomastico. Gruppo sanguigno ed albero genealogico e stai apposto.

Il mio numero di telefono non c’è indicato perché quando arrivai diedi l’italiano e molto probabilmente il sistema non lo ha riconosciuto valido e non lo ha inserito, ma ho visto i profili dei miei ex coinquilini e il telefono c’è tranquillamente. Ex coinquilini perché lo Skatteverket, l’Agenzia dell’immigrazione, non ha ancora aggiornato i dati e ho ancora il vecchio indirizzo indicato su hitta.se.

Finché uno sia chiama Hans Svensson (nome super comune) e abita a Stoccolma (la capitale) magari la ricerca si fa un po’ difficile ma se sei straniero ed abiti in una piccola cittadina, cinque secondi ed il gioco è fatto. Su hitta.se, metti il nome e te li suggerisce anche. E se ti chiami Francesca Tognetti non è che hai tanta concorrenza.

Ieri sera ho chiesto aiuto ad un gruppo di italiani in Svezia e uno di loro addirittura mi ha indicato un sito, ratsit.se, dove è possibile sapere il reddito annuo del tuo vicino o di chiunque tu voglia.

Privacy, ti ho voluto bene.

Non voglio gridare allo scandalo del secolo o mobilitare l’Ambasciata italiana né giudicare la trasparenza svedese però effettivamente mi dà un po’ noia che i miei dati siano accessibili a chiunque sappia che sono in Svezia e conosce il mio nome e cognome. Con quale diritto queste persone possono sapere i miei dati?

Basta che si metta francesca t che ti dà anche i suggerimenti nel caso non te lo ricordassi bene e avessi dei dubbi.

Insomma, questa cosa mi sta dando abbastanza noia ma dimostra quanto effettivamente il concetto di privacy cambi dalla nostra Italia alla Svezia, e dovrebbe far riflettere sui motivi perché ciò avvenga.

Chiedendo in giro ho scoperto ovviamente che è tutto legale, che quando si va allo Skatteverket a dare i proprio dati questi diventano di dominio pubblico e che anche molte persone famose hanno il loro profilo su hitta.se. Punto.

Il fatto che per gli svedesi sia normale una cosa del genere fa pensare molto, e forse fa pensare specialmente a quanto ognuno si faccia gli affari propri, senza andare a curiosare nella vita altrui.

Quante volte ho visto nella vecchia zona residenziale le case davanti dove la gente mangiava, si divertiva o faceva i propri affari senza tirare le tende (qua non esistono le persiane), forse sapendo che il vicino gli affari loro non se li sarebbe fatti perché loro stessi di andare a ficcanasare in quella degli altri proprio non ne hanno l’istinto.

Si facesse una cosa del genere in Italia? Dio ce ne scampi davvero. Ognuno a guardare il reddito del vicino di casa o del cugino. La Nazione andrebbe al collasso.

Insomma, se da un lato questa cosa personalmente non mi fa piacere, dall’altra sono contenta di aver scoperto (anche se a mie spese) un lato molto interessante della Svezia, che svela effettivamente molto sulla loro mentalità.

Voi che ne pensate? Fatemelo sapere, e mi raccomando, se avete conoscenti in Svezia sappiate che potete andarli a stalkerare quando volete, chiamandoli alle 2 di notte o piazzando mortaretti sotto casa loro.

Buon divertimento!

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2 thoughts on “La particolare concezione di privacy in Svezia

    1. Ci avrei scommesso! 😀 ora se rileggo l’articolo dopo un anno da quando l’ho scritto penso che forse la mia reazione sia stata un po’ esagerata… ma mi ricordo che all’epoca ne rimasi davvero di stucco! 😀 grazie mille per gli auguri un abbraccio

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